Stella Cometa

La stella cometa è la stella che nell’immaginario collettivo indica la strada da percorrere e la meta da raggiungere. Nel periodo natalizio la stella cometa è la protagonista dei presepi e degli alberi di Natale con il puntale stellato. La stella cometa per le sue fugaci presenze nel cielo ha sempre rappresentato un evento eccezionale, al punto di attribuirle significati fausti o infausti. D’altra parte, qualche migliaio di anni fa non poteva essere chiaro cosa fosse quella scia luminosa che attraversava i cieli notturni, facendosi largo tra le solite stelle dell’universo, quindi le ipotesi erano tante e la fantasia viaggiava a cavallo della coda scintillante. Oggi la stella cometa non è più un mistero, nel 2014 durante la “missione Rosetta” una cometa è stata raggiunta da una sonda che si è piantata nella dura corazza per leggerne la storia, inviando informazioni sulla Terra, pianeta che sempre più ha bisogno di intravedere strade da percorrere e mete da raggiungere, per salvare sé stessa e chi la abita. La stella cometa che comparve nel cielo la notte di Natale indicò la strada ai Magi che affidandosi ad essa arrivarono a destinazione portando doni, simboli delle fasi della vita di cui oggi sempre più l’essere umano dovrebbe farsene consapevole, per comprendere che la vita va rispettata, valorizzata e onorata. Oro, Incenso e Mirra sono i doni più rappresentativi che la stella cometa dispensa, attraverso i Magi, mentre la sua scia indica la strada salvifica per l’Umanità. E se tornassimo “a riveder le stelle” come contenuti dell’inconscio collettivo che illuminano la notte delle coscienze, affinché si risveglino? In fondo, serve solo un cambio di prospettiva dello sguardo dell’essere umano, che si eleva per scorgere sé stesso nel riflesso dell’universo.

YOGA NIDRA & ARPA 432hz

VIBRAZIONI PER IL SOLSTIZIO D’INVERNO

PER RISVEGLIARE IL SOLE, LA SUA LUCE E LA SUA ENERGIA

La parabola ascendente del sole, che accresce la luminosità sulla Terra, avviene con il superamento della porta della stagione invernale, il 21 dicembre, nel giorno del solstizio. Sul piano simbolico, accompagnare il passaggio della soglia dell’inverno significa passare dalle tenebre alla luce, dall’inconsapevolezza alla consapevolezza della coscienza di sé. Per meglio entrare in questo percorso di luce interiore è possibile coniugare la pratica dello Yoga Nidra (sonno cosciente) con le vibrazioni e le risonanze dell’Arpa.

L’arpa è uno strumento archetipico profondamente radicato nell’inconscio collettivo dell’Umanità, le sue qualità uniche ne consentono l’impiego in svariati interventi per la cura, l’accudimento e il benessere dell’essere umano. Le vibrazioni dell’arpa aiutano a immergersi dolcemente nella profondità della psiche per ritrovare armonia e serenità, nella sensazione unica ed emozionante di fusione del corpo fisico, energetico e spirituale.

Il percorso musicale specifico per il solstizio d’inverno è mirato a potenziare gli effetti dello Yoga Nidra, un viaggio esperienziale che parte dalla profondità della psiche per risalire, attraverso le corde dell’arpa in superficie. La singolarità della data palindroma, 21-12, che segna il passaggio dalla stagione autunnale a quella invernale invita a riflettere.

Il numero 12 segna la conclusione di un ciclo che consente il passaggio da una fase a un’altra. Il numero 12 ricorre ogni volta che qualcosa si chiude o raggiunge la totalità. Per esempio i 12 mesi dell’anno, i 12 profeti, i 12 apostoli, i 12 titani, le 12 fatiche di Ercole i 12 dei dell’Olimpo, senza dimenticare i riti iniziatici che in passato i ragazzi dodicenni attraversavano per entrare nell’età adulta. Il numero 21, invece, è la conoscenza, espressione della saggezza e delle responsabilità. Numero che rappresenta alte aspirazioni e la capacità di andare oltre i limiti.

21-12, un passaggio che coniuga compiutezza e conoscenza!

Leggerezza

La foto che precede questo articolo fa pensare a una piuma, quindi alla leggerezza e a tutto ciò che è lieve. In realtà è una nuvola incontrata in un giorno di cielo terso, che ha amplificato il senso di levità, congiungendo due immagini associate alla apparente assenza di peso.

In anteprima la copertina di Third Life per le Nozze di Cristallo con il web!

I quindici anni di convivenza, tra il Blog-Magazine Third Life e il web, ho pensato di festeggiarli raccogliendo tutti gli articoli in un libro, che uscirà intorno alla fine dell’anno, di cui oggi vi mostro la copertina che ipotizzo più rappresentativa del significato di Third Life. Il blog Terza Vita (Third Life), infatti, è nato per coniugare la prima vita, quella vissuta, con la seconda vita, quella idealizzata o sognata come un Avatar. Con il libro Third Life, quindi, prende forma il digitale e il virtuale, nell’ipotesi di lasciare, attraverso la scrittura cartacea: “….traccia di una parvenza d’immortalità nel lento fluire della nostra caducità e finitudine” come scrive Aldo Carotenuto in La scrittura come narrazione di Sé (Giornale Storico di Psicologia Dinamica, Liguori editore, Napoli, 1999, pag.10). La copertina rappresenta come sia possibile, prendendo coscienza della propria vita reale, uscire dallo schermo per riacquistare la propria tridimensionalità, insieme ai colori della esistenza. Lo schermo è un filtro che spesso omologa e schiaccia all’interno di uno spazio ristretto che però, non avendo confini, paradossalmente potrebbe risucchiarci. Il mondo della rete virtuale non va demonizzato perché è un mezzo per veicolare informazioni e condividere esperienze, ma è necessario aver salda la consapevolezza di sé e di ciò che si è, nella propria autenticità, al di là di rappresentazioni surrogate di sé. Il termine virtuale dal latino virtualis derivato da virtus, ha il significato di potenza, forza, così come per la filosofia Scolastica virtuale sottolinea ciò che esiste in potenza e non è in atto, quindi dovremmo semmai sviluppare ciò che potenzialmente è in attesa di realizzarsi in tutta la sua forza nella vita reale.

“UN’ ÀNCORA PER NON DIRE PIÙ ANCÓRA, CAMBIARE ACCENTO PER CAMBIARE PROSPETTIVA”

“UN’ ÀNCORA PER NON DIRE PIÙ ANCÓRA, CAMBIARE ACCENTO PER CAMBIARE PROSPETTIVA”Continua il percorso che riassume i quindici anni del sito www.sirasebastianelli.it mettendo il focus sul Progetto di cui spesso ho scritto nel corso degli ultimi anni, la cui storia è riassunta nell’articolo 25 novembre 2017 e su altri articoli che hanno contribuito alla maturazione del progetto stesso. Il progetto itinerante è denominato “UN’ ÀNCORA PER NON DIRE PIÙ ANCÓRA, CAMBIARE ACCENTO PER CAMBIARE PROSPETTIVA” ed è sostenuto da quattro arpe celtiche dell’Ensemble Sinetempore Harp Attack.

Il Progetto è nato anche per dare un contributo fattivo, andando oltre le parole e coinvolgere più persone, nell’intento unico di creare un argine alla violenza contro le donne, che continua a essere perpetrata. Anche gli articoli pubblicati in occasione dell’otto marzo o del venticinque novembre come 8 marzo 2022 oppure 25 novembre 2021 Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne hanno sempre rappresentato degli spunti di riflessione per comprendere sempre di più, senza mai giustificare, quanto ogni giorno accade con sempre più frequenza, 8 marzo Una riflessione in più. Gli anni passano e tante sono ancora le donne che cadono sotto la scure del carnefice, ma qualcosa cambia rispetto alla consapevolezza dell’ inaccettabilità dell’atto violento che non deve trovare nessuna attenuante, perché nessuno può farsi giudice e arbitro della vita umana 8 marzo Un giorno da vivere. Un po’ alla volta, anche se ci sentiamo una goccia nel mare dell’indifferenza, dobbiamo pensare di essere parte di un’onda che sempre più raccoglie forza per incidere sulla deriva culturale che ha sostituito le parole con la violenza ed ecco l’articolo del 2023 25 novembre = Giorno dell’argento. Nulla cambia all’istante, gli articoli 8’nota del 2015 e 8 marzo (8) del 2013 lo evidenziano, ma l’emancipazione delle coscienze procede costante e irrefrenabile. Il pregiudizio e la discriminazione si trovano tra le pieghe delle battute nei confronti delle donne e sono sintomo di quanto ancora si debba fare, ma intercettarle è già un passo verso il superamento del pregiudizio 8 marzo 2021 L’attesa è infinita, ma io sono in cammino.

Di concerti con l’ Ensemble Sinetempore Harp Attack ce ne sono stati molti nel tempo e senza svelare luogo e data posso anticipare che a breve ce ne sarà un altro, che spero possa raccogliere tante persone per come è già accaduto in altre città.

Centocinquant’anni fa, il 26 luglio 1875 a Kesswil in Svizzera nasceva Carl Gustav Jung………..

26 luglio 1875

Centocinquant’anni fa, in Svizzera, nasceva Carl Gustav Jung, padre della psicologia analitica, che ha aperto la possibilità di viaggiare nell’inconscio come aveva anticipato Sigmund Freud, ma per una via che nel tempo si è differenziata dallo stesso Freud. L’ Opera junghiana è una lente con cui guardare interiormente l’essere umano e avere la consapevolezza di quanto la conoscenza di sé sia inesauribile. Carl Gustav Jung era un medico psichiatra che, attraverso il suo percorso personale e professionale, ha superato i confini dell’inconscio individuale intuendo l’esistenza di un inconscio collettivo, lasciando un’eredità che ha intriso la psicologia di simboli, miti, archetipi che hanno cambiato la prospettiva della cura.

Il mio incontro con Carl Gustav Jung è avvenuto, ovviamente, attraverso il percorso accademico e gli studi successivi, ma soprattutto nel seguire un percorso formativo con il professor Aldo Carotenuto, psicoanalista, didatta, oltre che profondo conoscitore e divulgatore della psicologia analitica junghiana.

Per i centocinquant’anni dalla nascita di Carl Gustav Jung vorrei scegliere una sua opera, aprendola in una pagina a caso, sapendo bene che, come lo stesso Jung ha teorizzato, sviluppando il concetto di sincronicità, “coincidenze significative”, nulla è casuale e tutto ha un senso. Prendo, quindi, il volume settimo della sua Opera pubblicata in Italia da Boringhieri e lo apro, a caso, a pag. 187, dove inizia il capitolo dedicato a Anima e Animus, due archetipi che rappresentano il femminile e il maschile, all’interno della seconda parte del volume dedicato a “L’Individuazione” che nelle prime righe recita così: “C’è una destinazione e una possibilità di uscir fuori dagli stadi trattati nella prima parte (dove si parla delle azioni dell’inconscio sulla coscienza n.d.r.). È la via dell’individuazione. Individuarsi significa diventare un essere singolo e, intendendo noi per individualità la nostra più intima, ultima, incomparabile e singolare peculiarità, diventare sé stessi, attuare il proprio Sé. ‘Individuazione’ potrebbe dunque essere tradotto anche con ‘attuazione del proprio Sé’ o ‘realizzazione di Sé’.” (C.G.Jung, 1928 “La funzione dell’inconscio”, in Opere, vol. 7, Boringhieri, Torino 1987, pag. 173). Nella a-causalità della scelta del testo sono emersi aspetti centrali della teoria junghiana e cioè il Principio di Individuazione e gli archetipi Anima e Animus, che richiamano l’attenzione su quanto sia importante, nel percorso umano, cercare la propria autenticità per essere sé stessi e confrontarsi con parti

di sé come il maschile (Animus) e il femminile (Anima), la cui integrazione interiore aiuterebbe anche a dialogare con il maschile e il femminile al di fuori di noi nel corso dell’esistenza.

La memoria del futuro sarà cartacea o digitale?

La memoria del futuro sarà cartacea o digitale? Quale supporto scrittorio resisterà nel tempo? Domande che nascono prendendo spunto da miei articoli pubblicati su riviste sia cartacee sia digitali e sulla loro persistenza nel tempo. Il cartaceo ha sicuramente il rischio di macerare, mentre il digitale può finire comunque nell’oblio del web, se si dovesse chiudere il contenitore che li raccoglie. La Manutenzione del tempo ci suggerisce, forse, che il tempo si fa infinito nella staticità dell’istante. Nel dubbio, qui di seguito, attraversando la trama e l’ordito di pagine virtuali e cartacee continua il viaggio tra gli articoli pubblicati sul mio sito www.sirasebastianelli.it nei primi quindici anni di vita, 15 anni, nozze di Cristallo con il web: 2010-2025. Diverse tappe di riflessione, per riassumere argomenti che riguardano tematiche legate all’esistenza dell’essere umano, attraverso una lettura psicologica. In questi anni ho anche scritto su altre riviste digitali come www.65perricominciare.it e cartacee come Urbis et Artis. La rivista digitale è dedicata agli over 65, quindi gli articoli hanno affrontano temi come il tempo con Raccolta del tempo, il matrimonio con Nozze d’Oro, l’ansia e le preoccupazioni con Rumore di Fondo, l’invisibilità con Vox Clamantis in Deserto, il regime alimentare con Voglia di dolce, i ricordi con Wistaria o Fiori Rosa Fiori di Pesco e la vecchiaia nel mito con Cicale Cicale Cicale. Durante il periodo pandemico ho dedicato molti articoli agli aspetti psicologici su cui estendere delle riflessioni e li ho riassunti nell’articolo Un lunghissimo giorno.

La rivista d’arte cartacea Urbis et Artis mi ha dato, invece, la possibilità di poter guardare l’arte nelle sue declinazioni con la lente della psicologia e poter spaziare tra la pittura, la fotografia, la musica, la danza e il cibo. Tra Kandiski, O’Keeffe, Arcimboldo, Masaccio e tanti altri artisti ho trovato spunti per viaggiare nell’ arte.

Nel 2015 in occasione del Giubileo straordinario, indetto da Papa Francesco, scrissi Il giubileo dell’Arte che pubblicai anche sul mio sito e che oggi ritorna attuale, considerando l’anno giubilare in corso. Sempre sul mio sito si trova Fotografare la Notte, un viaggio notturno a Cuba del fotografo Musuk Nolte che è riuscito a imprimere sulla pellicola immagini

intrise di emozioni con la magica luce della notte. Poi, prendendo spunto dalla manifestazione che ogni anno si svolge in Puglia a Melpignano, provincia di Lecce, ho scritto la Notte della Taranta tra psiche, rituali, etnomusicologia e antropologia. Con Dietro l’albero di Natale, invece, nel periodo natalizio, ho dato rilievo all’osservazione del lato oscuro che si cela in un’opera. L’Ombra, archetipo dell’inconscio individuale e collettivo, dovrebbe sempre avere un’attenzione particolare, perché la sua dirompenza può essere imprevedibile e distruttiva, Concerto per l’Ombra.

Semina di parole

Il blog-magazine Third Life www.sirasebastianelli.it , negli ultimi quindici anni, ha cercato di fotografare la psiche nella quotidianità, istantanee di vita per leggere i cambiamenti e le trasformazioni riconoscibili negli esseri umani 15 anni, nozze di Cristallo con il web: 2010-2025. Quindici anni di semina di parole per coltivare germogli di consapevolezza e di conoscenza della psiche, attraverso eventi di cronaca Attrazione Fatale - Giraffa: la fuga verso un sogno, infranto o tematiche con cui l’essere umano si confronta costantemente come la solitudine Cos’è la solitudine, il lutto Convalescenza del dolore, il dubbio Facoltà del dubbio, la paura Exit/Uscita.

Il 2025 è l’anno che celebra i “primi” quindici anni di presenza nel web del blog Third Life, nato con l’intento di conoscere il virtuale cercando di non perdere di vista il reale, per scendere in campo nel confronto con una platea che si pone domande non per cercare risposte, ma per attivare riflessioni e allargare gli orizzonti del pensiero.

Un cane che abbaia, un aereo che passa, rumori lontani, voci che riecheggiano, pensieri che si presentano senza invito, sono richiami della vita reale che consentono di approdare sulla terra ferma, dopo navigazioni in mondi mai abbastanza conosciuti, intrisi di suggestioni che abbattono qualunque difesa nell’illusione di non subirne il caduco fascino.

PROGETTO ITINERANTE “UN’ ÀNCORA PER NON DIRE PIÙ ANCÓRA, CAMBIARE ACCENTO PER CAMBIARE PROSPETTIVA”

L’OBIETTIVO

Il progetto “Un’Àncora per non dire più Ancóra, cambiare accento per cambiare prospettiva”, ideato e promosso dalla psicoterapeuta e arpaterapeuta Sira Sebastianelli, si prefigge di dare un contributo per prevenire e per fermare le violenze contro le donne, attivando iniziative che utilizzino nuovi linguaggi e nuove prospettive.

 

L’INNOVAZIONE

La ricerca di nuovi canali di comunicazione che travalichino le parole, spesso insufficienti, ha condotto alla possibilità di utilizzare la musica e soprattutto l’arpa per veicolare messaggi utili alla costruzione delle coscienze che non si sono emancipate e quindi adeguate ad accogliere le conquiste avvenute nel mondo femminile negli ultimi cento anni. Lo strumento dell’arpa non è stato casuale, in quanto le corde di cui è composta producono vibrazioni che meglio di altri strumenti entrano in risonanza con le emozioni, attivando canali di comunicazione più efficaci di tante parole.

 

RECUPERARE LA STORIA PER COSTRUIRE LA MEMORIA

Per la realizzazione del progetto è stato importante il recupero di antiche ballate, a tematica femminile, appartenenti al repertorio più archetipico dell’umanità. Una narrazione antica, declinata al presente per avviare un percorso, realisticamente lungo, ma costante e continuo, sostenuta da quattro arpiste dell’Ensemble Sinetempore HarpAttack. L’ascolto della musica e dei testi consente, a chi ascolta, di identificarsi con i personaggi e la storia, lasciando che le emozioni, sollecitate dalle risonanze dell’arpa, affondino nella propria coscienza. Come scrive in “Oltre la terapia psicologica” lo psicoanalista Aldo Carotenuto: “La narrazione è una rappresentazione trasfigurata del pathos, per questo rende possibile un’esperienza catartica” e, di conseguenza, un processo di identificazione necessario per percepire e vivere le emozioni. Il lavoro sulle emozioni consente di costruire, ma, nello stesso tempo, di scuotere le coscienze risvegliandole, da un sonno, lungo e inconsapevole, al valore della vita e al suo rispetto.

L’Ensemble esegue, nelle rappresentazioni musicali, brani tratti dal canzoniere popolare internazionale, le cui tematiche vertono sulle vessazioni, mortificazioni e violenze che le donne hanno subito nei secoli. Le storie popolari, tramandate nel tempo e tradotte in ballate musicali, sono un esempio di come sia possibile stimolare riflessioni coniugando psicologia, musica e valore della vita dell’essere umano.

Una breve riflessione psicologico-musicale introduce le ballate, eseguite dalle musiciste, sia singolarmente e sia in ensemble, con arpa celtica.

 

L’ENSEMBLE

L’ensemble si è già esibita a Roma il 10 marzo 2018 presso la Galleria d’Arte Pulcherrima, a Firenze il 22 settembre 2018, presso la Biblioteca di Orticoltura, nell’ambito della prima edizione de L’Eredità delle Donne, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, a Cento (Ferrara) presso la Gipsoteca Vitali il 27 ottobre 2018 e il 24 Febbraio 2019 presso La Porta del Parco di San Felice Circeo (Latina), il 18 maggio 2019 a Cagiallo (Canton Ticino) presso il centro Ingrado, il 7 agosto 2021 nella Abbazia di Vezzolano (Polo Museale Piemonte) ad Albugnano (Asti), il 9 marzo 2024 presso Palazzo Sforza Cesarini a Genzano (Roma), il 17 maggio 2024 nell’ambito del Festival dell’Armonia a Cesate (Milano), il 25 novembre 2024 presso la Biblioteca “Arcipelago” dell’VIII Municipio di Roma.

L’Ensemble Sinetempore Harp Attack è composto dalle arpiste: Giulia Bertinetti (Lazio), Elisa Malatesti (Toscana), Monica Molo (Canton Ticino-Svizzera) e Sira Sebastianelli (Lazio).

Un uovo di Pasqua senza sorprese!

Uovo di Pasqua! Quale sorpresa vorremmo trovare? Molte persone, sicuramente, desiderano la pace, la serenità, la risoluzione a tanti problemi, ma guardandosi intorno e leggendo le notizie di cronaca sembrano desideri irraggiungibili e sorprese impossibili. Echi di guerre vicine e lontane sono continui e costanti contribuendo a intridere quotidianamente lo stato d’animo dell’umanità di paure e di speranze. La preoccupazione sembra riguardare solo l’oltre confine, ma è sufficiente leggere o ascoltare notizie di cronaca per evidenziare quanto ancora la violenza e il vento omicida colpisca nella propria città, quartiere o condominio.

La mia attenzione è sempre rivolta alla violenza contro le donne che nel tempo si è trasformata nel progetto itinerante “UN’ ÀNCORA PER NON DIRE PIÙ ANCÓRA, CAMBIARE ACCENTO PER CAMBIARE PROSPETTIVA” e la domanda, vista la continua recrudescenza, è sempre la stessa: “Come fare per fermare la mano del carnefice, che decide il destino di chi rivendica la propria libertà di vivere la propria vita?”. L’approssimarsi della Pasqua offre l’opportunità di una riflessione, perché si compreranno uova con sorpresa, si decoreranno uova di ogni tipo e sarebbe utile riflettere sul significato della scelta di un simbolo così potente ed evocativo di vita. Tra l’altro, sappiamo tutti ormai che la Pasqua nella sua etimologia vuol dire passaggio, dalla morte alla vita per i cristiani e di liberazione dalla schiavitù per il popolo ebraico. In questi anni, però, non si percepisce il movimento trasformativo verso la vita che la Pasqua porta con sé e la sensazione sembra, invece, di ristagno, di cristallizzazione della morte. A volte, quando non c’è soluzione individuabile la tendenza è bloccare qualunque tentativo di cambiamento, se non addirittura reiterare vecchi schemi di pensiero infeltriti e non più efficaci. Il punto non è cercare soluzioni, ma riconnettersi con la vita e il valore dell’esistenza. Il fast-food dell’esistenza non consente più di fermarsi, di osservare, di pensare, di guardare oltre, di conoscersi interiormente, per tracciare il confine tra il bene e il male, tra la luce e l’ombra nella consapevolezza che sono passaggi labili sovrapponibili e mai scontati. Ci si stupisce, infatti, che chi si erge a giudice vendicatore di un altro essere umano sia una persona educata e gentile, affidandosi ancora all’usurato stereotipo dei tratti del carnefice lombrosiano. Questo ci informa del fatto che se non si opera una costante attenzione su ciò che alberga nella profondità dell’essere umano piuttosto che pensare che la superficie sia sufficiente per leggerne l’animo, non ci porremo mai nella condizione di conoscere chi abita dentro e fuori di noi, per intercettare malesseri, disagi o difficoltà. Nulla è semplice, tutto è complesso, ma soprattutto tutto è diverso. Se non si considerano le differenze, sarà sempre più difficile conoscere quelle degli altri, al punto di non tollerare scelte che divergano dalle proprie. La sorpresa utile che dovrebbe uscire dall’uovo di Pasqua potrebbe essere l’autenticità di ognuno, libera di esprimersi in tutte le sue declinazioni, altrimenti, è preferibile un uovo di Pasqua senza sorprese!

 

Link - Sorpresa!